UNGULATI ANCORA PER UN ANNO ALMENO A ROMA

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Eh sì.

La criminale azione di incuria civica praticata dal governo del M5S nella Città Eterna avrà delle conseguenze: anche se Virginia è stata cacciata.

Perché la “Sindaca dei cinghiali” non si è portata via anche gli ungulati, ché continuano bivaccare tra i cassonetti dei rifiuti.

La rottura del delicato equilibrio tra ambiente-territorio, flora fauna, insediamenti animali e umani, ha bisogno di tutta una sua tempistica per ritornare a posto: che di solito non è affatto breve.

Si è già messa al lavoro una cabina di regìa -coordinata dalla Prefettura- che adotterà il “Piano di eradicamento” per il contenimento della peste suina.

Una forma di contagio, questa (che esiste in tutta Italia ndr), che non pochi danni ha arrecato anche alla nostra industria alimentare di esportazione.

Ma torniamo a Roma: un caso che è emblematicamente conosciuto per le incursioni… “turistiche” vicino ai monumenti.

Gli abbattimenti veri e propri ci saranno al di fuori della cd. “Zona Rossa”: ossia esternamente al GRA.

Dentro il GRA si stanno moltiplicando gli studi e le opere di dissuasione.

Ad esempio si creeranno delle forme per la messa in sicurezza dei cassonetti.

Quello che è certo è che i tempi del ritorno all’equilibrio non saranno brevi. Perché dovrà trascorrere almeno un anno dal ritrovamento della ultima carcassa per dichiarare esairita la peste suina.

Allora si potrà tirare un bel respiro di sollievo; per quanto riguarda invece le improprie presenze fisiche si stanno già esaminando tutti i percorsi che gli ungulati fanno: per dissuadere interi branchi a entrare in città.

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