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Si fa presto a dire “condono”.

 

Questo termine viene dipinto come vera e propria “speculazione per i ricchi” ma non sempre lo è davvero.

 

Non lo è, ad esempio, quando trattasi di regolarizzare imperfezioni di natura puramente formale, come il non perfetto allineamento burocratico-cartaceo tra il progetto registrato nell’ufficio edilizio del Comune e la pratica realtà: magari per l’ampiezza di finestre secondarie o per difformità interne di piccolo spessore.

 

Non lo è neppure nel caso di insignificanti difformità interne che non modificano la volumetria delle abitazioni.

 

Non lo è neppure nel caso di spostamenti (sempre interni) di porte.

 

Eccolo qua il “condono” che vorrebbe portare avanti il governo e che le vuote opposizioni già bollano come “regalo ai ricchi”. Quanta ignoranza è ormai diffusa a piene mani senza neppure vergognarsi.

 

Il “salva case” invece sta tutto qua, se non verrà modificato con emendamenti dal Parlamento (dove già si preannuncia una guerra contro…i ricchi).

 

Ma non è così, alcune domande.

 

Quanti appartamenti o case italiane si trovano “disallineate” rispetto alla ufficialità dei documenti presenti nei Comuni?

 

In situazioni magari ereditate dai genitori o dal precedente proprietario quando le banche concedevano prestiti senza guardare troppo (come ahinoi fanno ora) il classico… “pelo nell’uovo”?

 

Quanti di questi piccoli difetti abbiamo già casa nostra e non avremmo la possibilità di riscontrarli fino al momento della vendita?

 

Quanta vuota demagogia porta ancora avanti una sinistra che di fatto vorrebbe continuare a condannare l’Italia alla preistoria urbanistica?

 

Quante sanzioni (che vengono riscontrate oggi solo al momento di eventuali vendite e/o contrazione mutui) dovranno essere ancora pagate ove non sanate?

 

Quante banche -adesso attente ai dettagli, ma ieri non era così- speculano alla grande sopra queste situazioni: a svantaggio sia del venditore che dell’acquirente?

 

Quanta parte del ceto medio-basso di reddito si trova in queste situazioni?

 

Eccolo. È tutto qua il “demoniaco” condono proposto dal governo Meloni.

 

 

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