ROMA CAPUT MUNDI: DAL MITO AL PLATEATICO

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2.775 anni fa (753a.C.) Romolo fondò Roma, sul colle Palatino.
Il fratello Remo -narra la leggenda- costruì un altro nucleo: sull’Aventino.
SI narra che per “sfregiare” l’abitato del Palatino, Remo con i suoi seguaci scavalcarono le mura e, scoperti dai difensori, ingaggiarono con essi una battaglia dove Romolo uccise Remo con le parole: “così d’ora in poi possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura” (Livio I, 7).
Il 20 febbraio del 2020 due turisti cinesi, vagando per l’Urbe, si presume abbiano portato il covid-19 in Italia.
Perché azzardiamo questo ardito accostamento?
Non solo perché la realtà di Roma è il denominatore comune, ma pure per introdurre la tesi dei distanziamenti: l’argomento che tratteremo.
Bersi un aperitivo o mangiarsi una pastasciutta, in ciabatte, di fronte a dei monumenti unici al mondo senza che il ristoratore o il barista di turno paghi alcunché di plateatico (“emergenza sanitaria”) è -come dire?- una… libidine del tutto straordinaria.
Così la Città Eterna è stata ricoperta con tavole di legno o gazebo spesso antiestetici soverchiati di nylon trasparente senza che Soprintendenza o Comune abbiano fiatato.
I tavolini di plastica bianca si sono moltiplicati e pure sugli scontrini si è chiuso un occhio.
Questo “approccio all’italiana” alla pandemia dovrà pur finire, o prima o poi.
Soprattutto a Roma.
Perché una domanda è bene che la ci si ponga: in quale parte del mondo tu puoi berti il caffè con gli schizzi della Fontana di Trevi che ti arrivano diritti, o nella tazzina o nei piedi?
Seduto sotto un ombrellone di IKEA, ché Nicola Salvi si sta rivoltando nella tomba?
Sì è vero: questo è stato l’approccio con cui abbiamo fronteggiato la crisi, ma esso dovrà finire o prima o poi affinché venga riportato tutto alla normalità.
Questo è forse uno dei più grandi problemi che ha  Roberto Gualtieri: come far tornare un pó di decoro e rispetto per le grandi bellezze monumentali di Roma?
La guerra del plateatico sta tutta qua:
in quelli che i francesi chiamano “dehors” (esterni, ndr.), dove tu -ora- puoi consumare indisturbato in canotta un piatto di pastasciutta a piazza Navona.
I ristoratori ringraziano: gli esteti no.
Auguri Roma, 5.000 di questi giorni.
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