IL PIANO DI URSULA VA OLTRE LA MONETA UNICA

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Diciassette (17) modelli di carri armati e ben venti (20) tipologie di veicoli da combattimento terrestri; 27 modelli di obici e 5 di missili; 20 sono le tipologie di aerei da caccia, 29 di navi, 11 di sottomarini con 20 profili di siluri.

 

Questo guazzabuglio di armi provoca la più assoluta dispersione nella ricerca del meglio per le produzioni europee nei sistemi difensivi e pure offensivi.

 

Una sorta di …”vestito di Arlecchino” che ha finito per collocarci in coda a tutte le potenze per quanto riguarda la effettiva sicurezza delle nostre stesse abitazioni.

 

Eliminare questo pesante “gap” dovrebbe essere il primo punto, forte e qualificante, del programma di Ursula von der Leyen per la Presidenza della CE: perché oggigiorno il ruolo del …profeta disarmato fa ridere tutti.

 

A cominciare dagli USA, NATO, RUSSIA, CINA e persino INDIA.

 

Perché questo è quel che accade oggi: con una attenzione -di fatto- crescente per le tematiche ecologiche e dell’ambiente, invece di una spasmodica ricerca delle sempre migliori condizioni di sicurezza.

 

Perché se può essere giusto il discorso spirituale di Papa Francesco per il rispetto dell’Uomo e del Creato, i Capi di Stato e di governo devono misurarsi pure con una realtà temporale assai oscurata dalle invasioni di territori altrui e delle guerre diffuse.

 

Anche Ursula von der Leyen se ne è resa, alfine, conto ed ha modificato la scala delle proprie priorità: collocando la sicurezza al primo posto delle proprie intenzioni programmatiche per il futuro prossimo e costruendo su questo cambio di rotta tutte le alleanze conseguenti.

 

Così la CE ha istituito un primo Fondo con una dote di 1,5 miliardi di €uro capace di studiare e mettere a punto un efficace sistema di Difesa UE; in grado di spingersi oltre le tradizionali Missioni di Pace e con la prima, pratica, razionalizzazione delle troppo dispersive spese … “sovraniste”.

 

Si prevede che entro il 2030 un nuovo sistema interno di armamento sarà la “dote” che vedrà postato ben il 35% delle spese del futuro Bilancio comunitario.

 

Perché si lavora con l’obiettivo di stanziare almeno 100 miliardi di spesa annuale affinché la UE possa sedersi al tavolo delle Potenze globali e contare qualcosa come vero soggetto protagonista.

 

È ora di dirlo a chiare lettere: la Moneta unica non basta più, ora occorre pensare prima di tutto alla nostra sicurezza.

 

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