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I dati parlano da soli.

Del #grandetracollo che sta facendo la Lega-Salvini.

 

Prendiamo il Piemonte come riferimento:

nelle elezioni regionali del 2019 (solo quattro anni fa) la Lega-Salvini aveva conseguito il 37,1% dei consensi; nelle Politiche del 2022 (tre anni dopo) collassò al 10,8%.

Per dire che il calo di ben 7,7% punti sardo non è un fenomeno a sé stante.

 

 

Così è da prendere atto che Lega-Salvini ha esaurito del tutto la sua spinta propulsiva: proprio partendo dai… “suoi” territori.

 

Se in quelle riserve che pure erano una sorta di naturale …”bacino di utenza” si dimagrisce oltremisura, allora c’è un problema serio.

 

“Salvini deve fare un passo di lato” dice l’ex Segretario della Lega Lombarda: se lo dice lui è del tutto evidente che la gente si stia accorgendo di essere caduta in una bella trappola mediatica, affidando la propria fiducia a quello che pare essere un leader onniscente, #tuttofare.

 

Frastornata, disorientata e del tutto lobotomizzata (fino a ieri) dalle migliaia di tweet informatizzati -ché alla fine dicono tutto ed il suo esatto contrario- nel giro di poche ore.

 

Quasi che fare il costipato e nevrotico influencer abbia sostituito l’accorta ponderazione e la proposta meditata che un accorto politico deve pur sempre fare.

 

Lasciando perdere, per il momento, le vicende aperte in Veneto (dove si respira a pieni polmoni l’aria della fronda) il punto pare essere questo: che cosa può e deve rappresentare quel Partito?

 

Perché se il dato identificativo territoriale era il cuore pulsante della Líga Veneta e pure della Lega lombarda, oggi -sotto la guida di Salvini- l’espansione compulsiva da Roma in giù è avvenuta senza alcuna logica identitaria.

 

“Che vado a raccontare in giro?”, è la domanda che arrovella più di qualche parlamentare.

 

Figuriamoci i dirigenti di Partito o i militanti, che sono usati sempre meno per attaccare i manifesti e sempre di più a pagamento.

 

Quando si perde la convinta militanza si smarrisce pure il futuro e ci si aggrappa alla canna dell’ossigeno per non morire.

 

 

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