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La parte politica che sembra essere più imbarazzata dall’omicidio-di-Stato (un fatto ormai chiaro quantomeno per disumanità del trattamento carcerario a cui era sottoposto) di Aleksej Navalny è senza dubbio la Lega di Salvini.

 

Detenzione in condizioni disumane (di quelle parleremo più in fondo) e nessuna certezza di cure sanitarie ci legittimano a pensare che Vladimir Putin abbia sulla sua coscienza (ma ce l’avrà mai una coscienza il massacratore russo che bombarda da mesi l’Ucraina?) la morte del suo oppositore più strenuo.

 

Il nostro PdR Mattarella ha preso una ferma, dura e chiarissima, posizione: “Tempi che speravamo di non dover più rivivere. Il suo coraggio resterà un richiamo per tutti”. Il governo si associa, ma usando parole meno crude e forti, perché Palazzo Chigi chiede che “la morte durante la detenzione è un’altra triste pagina”, chiedendo che sia “fatta chiarezza” alle autorità russe.

La maggioranza si associa.

 

Anche perché la Lega-Salvini con il vicesegretario Andrea Crippa subito dopo aver appreso la tragica notizia aveva dichiarato: ” esprimiamo le condoglianze, ma ASPETTIAMO CHE SI FACCIA LUCE. Non additiamo responsabili perché NON CI SONO PROVE OGGETTIVE”.

Corretto ma indubbiamente poco incisivo.

Due righe per uscire dal tunnel dei sospetti le detta Matteo Salvini: “la scomparsa di Alexej Navalnyj è sconcertante.

È doveroso venga fatta piena luce.” Stop

 

Già, su quella Colonia Penale Artica in cima al mondo, in uno dei Centri di reclusione più duri nota per il clima terribilmente rigido e disumano nei trattamenti dei detenuti, bisogna fare “piena luce”…

 

Così come “bisogna fare piena luce” sul perché Navalnyj fosse spedito in isolamento a ripetizione (negli ultimi tempi per due volte in 15 giorni, ndr), dove gli era consentito di fare solo una passeggiata al giorno, di prima mattina -quando cammini dentro un ghiacciolo- magari in …”maglietta della salute” .

 

Ma va approfondita la questione….

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