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È indubitabilmente vero.

Non l’ha prescritto il dottore né a Giorgia Meloni né a Elly Schlein di fare politica.

 

Risponde ad altrettanta verità che le due rappresentino due mondi totalmente opposti e che entrambe non siano nate ieri sotto due cavolfiori.

 

Che, entrambe, si sforzino in buonafede di fare il meglio per l’Italia e gli italiani.

 

Ancora: che si trovino a condurre due coalizioni (qualora a Elly fosse riconosciuta la leadership da parte del M5S di Conte) alternative in quanto a prospettive finali.

 

Teniamo conto soprattutto del fatto che l’Italia ha un colossale debito pubblico e buona parte della spesa (d’investimento o corrente) è fuori dal controllo politico: in mano all’Europa o sempre -per fortuna- alla burocrazia dirigenziale ministeriale.

 

Perché di questo è impiastricciato il terreno troppo innaffiato dai nonni e padri (anche se meno dagli antenati di Giorgia, diversamente da quelli di Elly che hanno “dato le carte” sia nella Prima che in buona parte della Seconda Repubblica).

 

È altrettanto indubitabile che loro due siano di sesso femminile entrambe (anche se qualora assumessero delle responsabilità -Giorgia lo ha capito- si trasformerebbero in un Ufficio asessuato) e che per due leader al femminile la fatica di raddrizzare la baracca sia assai più difficile: ché i pugni da sbattere sui tavoli devono essere forti.

 

Il punto che le distingue è questo: una governa, l’altra sta alla opposizione dopo lustri di conduzione (qui attribuiamo a Elly la responsabilità dei padri, posto che la famiglia originaria di Giorgia -che lei ha pur lasciato- ha governato solo per parte di questa II^ Repubblica e -nella I^- per niente).

 

Allora, sul ring di Bruno Vespa (unico… residuato bellico che si ricordi, per fortuna nostra) e su quello di SKY saliranno due donne non molto dissimili tra loro: per cui solo il DNA familiare inciderà, eccome.

 

Una ha ereditato -quando è salita a Palazzo Chigi- solo una montagna di debiti da “socialismo contabile” che l’Europa ora continuamente monitora e sanziona: ossia un Paese con pesanti zeppe ai piedi.

 

L’altra -che non governa- fa la parte principale in Commedia con Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Niki Vendola, un grande carrozzone che chissà se le affiderà il ruolo di conduttore.

 

Le nostre opinioni non saranno cambiate da due semplici show televisivi: che però daranno a Giorgia Meloni e a Elly Schlein la giusta visibilità che è corretto abbiano governo e opposizione.

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