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A guardar bene il PdC Giorgia Meloni e il Segretario PD Elly Schlein hanno di fronte una grande, unica, comune e straordinaria opportunità, quella di far cambiare il verso alla politica italiana.

 

Non già nelle postúre, negli abiti da cerimonia, nelle formule di maggioranza o negli atteggiamenti verso gli elettori.

 

Ma nel declinare i verbi, rendere pregne di diverso significato le parole, testimoniare e vivere i fatti in modo diverso, più ricco con prospettive opposte: dal maschile al femminile.

Questo è il bipolarismo prossimo venturo.

 

Ci siamo presi la licenza (e chiediamo scusa) di accostare i nomi delle due leader a quello del nuovo “Mostro del Brenta” per una sorta di simbologia rappresentativa di due mondi che ormai appaiono in netta collisione tra di loro.

 

Da una parte quello delle donne che si costruiscono a fatica -tra centinaia di incomprensioni e risolini- una onesta carriera (anche pubblica) sempre sotto i riflettori, con le sfide di una vetusta mentalità: quella del maschio “cocco di famiglia”, complessato e indietro negli studi, che sfoga tutta la sua belluina virilità su di un giunco inerme, colto magari di spalle.

 

Più pronta, attenta, vigile e fantasiosa lei (al di là dell’armocromia e del taglio misurato del vestito, simboli di polveroso capitalismo di ritorno), del tutto opposta al complessato e pseudo pallavolista di campagna. Lui.

 

Se Giorgia Meloni e Elly Schlein non colgono che a loro due (donne) spetta il compito di capovolgere radicalmente certa mentalità che ha sempre dominato l’Italia allora non avremo speranza di rinnovare alcunché.

 

L’occasione c’è ed è ora: il testo sulla cd. “violenza di genere”, fermo al Senato, magari da arricchirsi con logiche più avanzate e moderne per quanto riguarda la formazione scolastica.

 

Fate norme più ferme e stringenti, poi, non interpretabili…”approssimativa” (licenza): sennò il nostro degrado civile raggiungerà con buona ragione lo zenith asten

sionistico.

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