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Non so se ci pensate…

 

Sono ben 29 anni (dal 1994) che la gente non presta attenzione a che cosa va fatto dalla Politica positiva.

 

Quella dei fatti concreti con cui ci misuriamo ogni giorno tutti: dal mercato agli affitti, dalle tasse alle liste di attesa negli ospedali, dalle vecchie infrastrutture alle pensioni…etc etc.

 

Attenti solo ai gossip accaduti a questo o a quella, dalle vicende delle presunte mazzette fino agli immigrati liberi senza identificazione, o dall’io “urlo più di te” alla armocromia.

 

Se ci aggiungiamo pure la controversa vicenda di Tangentopoli, noi italiani avremmo abbondantemente superato i tre decenni di sonno dai veri contenuti.

 

Ecco perché Giorgia Meloni (capiterebbe a chiunque beninteso) si trova di fronte a un impegno ciclopico: che non appare affatto eccessivo definire storico.

 

Perché ragionare di riforme, di conti pubblici, di politiche sul lavoro, sulle pensioni, sulla forma-Stato, su quanto di sanità pubblica serva, sulla riforma delle regole europee…o altro, non è proprio il massimo delle attenzioni professionali.

 

Se poi ci si mettiamo anche i Magistrati a complicare le cose quella del premier può ben definirsi una missione quasi impossibile.

 

Di fatto è la prima volta che il sistema maggioritario ci consegna un governo bell’e pronto: copia fedele del voto popolare, senza inguacchi e/o cambi di casacca che sempre hanno falsato quel rapporto diretto tra il popolo e la sua espressione parlamentare.

Soprattutto quando il Senato è allineato al 100%.

 

È indubitabile come sia stata soprattutto la figura del compianto Presidente Silvio Berlusconi che abbia sfalsato assai le circostanze di causa/effetto maggioritario, di fatto facendo accendere le attenzioni sui gossip… anche alimentate da quella parte di Magistratura che si è troppo incaponita sull’Uomo e sulla sua etica di vita… fatto sta che non c’è dubbio che proprio quello di Giorgia sia il primo esecutivo perfettamente corrispondente agli esiti elettorali.

 

Diciamola tutta la verità: siamo diventati tutti disabituati a ragionare di problemi veri, concreti, quotidiani: ché sono la sicurezza, le infrastrutture invecchiate, la eccessiva presenza dello Stato in economia, la gestione in solitudine della emergenza immigratoria mediterranea, il rispetto in chiave sovranista delle regole europee etc.etc.

 

È pieno di suggestive sfide il prossimo quadriennio.

 

Saremo capaci -anche con le centinaia di miliardi che ci arrivano dalla CE- di essere all’altezza dei tempi?

 

Siamo tutti davvero pronti al meglio?

O c’è chi manca ancora all’appello?

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