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Era il lontano 21 agosto del 1972 quando entrò in esercizio la Tangenziale di Mestre.

 

Tutti la ammirarono estasiati.

 

Era un’opera altamente innovativa quella: ché, al pari del MOSE, alcuni solitari futuristi sognatori idearono per risolvere i problemi locali di transito che c’erano tra l’est-ovest (Milano) e l’ovest-sud (Bologna) autostradale d’Italia.

 

Un viluppo di camion, auto, tensioni, speranze, interessi, proprietà immobiliari, rumori, barriere architettoniche, sorpassi, suoni, frenate, incidenti, code, perdite di tempo, rallentamenti, sirene di ambulanze, timori chè precipiti giù un camion, una cisterna…. che hanno contrassegnato lo sviluppo di questo Paese e segnatamente di quell’area urbana; perlopiù originariamente agricola.

 

La Tangenziale si snoda lungo il territorio di Mestre-Venezia in sopraelevazione, su per un viadotto si “vola” -in media- a 5 metri dal suolo.

 

Fu quella un’opera di straordinaria valenza urbanistica urbana, che tagliava tutta la terraferma mestrina e doveva consentire la separazione tra i tanti (per fortuna, ndr) mezzi pesanti e il traffico ordinario, che avrebbe dovuto seguire le classiche strade provinciali o urbane.

 

Invece…tutto si mescola e il lavoratore sa che deve partire a una certa ora (“ci sono meno camion”) e pure il terrafermiero ha perso familiarità con le strade della sua infanzia.

 

Invece il camionista ungherese, bulgaro, tedesco o slavo, friulano o portogruarese ignora -o finge di ignorare- che con infinite tensioni politiche è stata costruita ex-novo una vera e propria Autostrada passante (A4-E70) che da Quarto d’Altino porta a Dolo; e poi da lì a Milano o Bologna.

 

Saltando del tutto il Passante di Mestre.

 

Quest’ultimo così continua a rimanere intasato (tranne il sabato e la domenica), al punto tale che tu vivi con ansia ogni problema che può accaderti (una foratura, un surriscaldamento del motore, un qualsiasi evento che possa comportare una tua semplice fermata in mezzo a quel bordello meccanico e di ruote che sfrecciano).

 

Ecco, questa è la Tangenziale di Mestre.

 

“Uguale alle altre” direte.

In parte, solo in parte.

Avete mai rallentato in mezzo a ruote che sono alte più del tuo abitacolo a 5 metri dal suolo?

 

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