LA FUNICOLARE E I TRASPORTI FERROVIARI

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Ove non ne fosse avvertito, al Ministro Salvini il punto sul trasporto ferroviario locale è presto fatto.

 

Partendo da un presupposto.

 

C’è sempre stata una grande differenza tra utenti ricchi (quelli che sono trasportati ad alte velocità) e utenti poveri (chè riempiono all’inverosimile i vagoni dei treni interregionali e locali).

 

Questo ci può stare, essendoci una questione di prezzo che può essere sostenuto.

 

Quello che non ci si spiega è l’abisso che intercorre sulla carenza di infrastruttura, sulla frequenza e pure sulla manutenzione dei vagoni. Qui il tempo nazionale è tornato indietro.

 

In particolare per le Regioni del Nord Ovest: un esempio, per non fare i soliti discorsi sul Mezzogiorno.

 

Prendiamo ad esempio Torino: se nel 1993 si voleva raggiungere la stazione di Genova si impiegavano 95 minuti. Ora invece ce ne vogliono 111, che diventano 127 se si prende il treno locale.

Da Ventimiglia a Torino si poteva salire su di un treno che passava per Cuneo.

Ora non più.

 

Non parliamo del Sud.

 

A guardare il Conto Nazionale dei Trasporti: dal 2010 al 2020 si sono realizzati ben 310 km di autostrade e migliaia sulle strade nazionali.

 

Sono stati inaugurati, invece, solo 91 km di metropolitane e 63 km di tramvie, con un ritmo di 1,5 km l’anno nell’ultimo lustro.

 

I km delle Metropolitane italiane coprono 254 km, mentre nella sola Madrid sono 291,4 ed a Parigi 225,2.

 

Se poi a ciò aggiungiamo la vetustà dei mezzi il quadro si completa: Trenitalia certifica una età media per convoglio di 15,3 anni.

 

Facciamo con un esempio il punto al Sud: dove le corse regionali sono 506 al giorno, contro le 2.173 della sola Lombardia.

 

Un 75% in meno che non può essere giustificato solo con la geomorfologica e la scarsa domanda.

Posto che al Sud la storia della domanda è un po’ come quella dell’uovo e della gallina.

 

La gente va di più in automobile perché il servizio ferroviario è inadeguato da sempre.

 

E pensare che con la funicolare di Napoli si voleva avviare -da secoli- una diversa cultura del trasporto locale.

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