NON CI HANNO VISTI ARRIVARE Riflessioni sul PD (1)

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Cominciamo questa riflessione a puntate sul PD da alcuni dati espressivi che ci paiono significativi.

 

Il primo è senz’altro quello della logica da “porte da saloon” che -al modico prezzo di 2€- ha consentito a più di un quinto (22%) di elettori M5S di entrare in salotto, portando via tutta l’argenteria di casa.

Sarebbe da chiedersi se almeno uno tra i dirigenti del partito si sia accorto del quatto-quatto approssimarsi di rapinatori mascherati da …Elly Schlein.

 

Un errore che la Democrazia Cristiana NON ha commesso quando essa si inventò -per prima- la famosa Assemblea Nazionale: che riservò ai cd.”esterni” solo una quota percentuale del programma da redigere, in primis, poi di seggi nel Partito: distinti e distanti.

 

Il secondo è tratto da un pensiero di quel fenomeno di Matteo Renzi, il già ripudiato leader.

“IL PD DIVENTA UN PARTITO DI SINISTRA

SINISTRA ” ché può competere solo con il M5S. La riprova?

L’abbandono di Beppe Fioroni che pure, con Rosy Bindi, il PD fondò.

 

“Non ci hanno visti arrivare”…

Ma, di grazia, chi stava sulla garitta e che doveva difendere quella “enclave di reduci asserragliati in correnti”, come è stato giustamente detto?

 

La nomenklatura afflosciata nelle poltrone del governo Conte II o di Draghi?

Oppure, andando più a ritroso, quella dei governi Gentiloni?

O forse quella dei governi Renzi?

La banda dell’accoltellatore D’Alema?

Oppure quella marchiata “IRI” di Prodi?

Solo per citare il secondo capitolo della storia democratica di questa Repubblica.

 

Accomodarsi a Palazzo Chigi è sempre una brutta bestia.

Ti rammollisce e ti distrae. (continua)

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