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Anche la Bibbia PD ha avuto la sua incarnazione in formato femminile.

 

Elly Schlein, novella (ma dove? ndr) militante democratica, ha sconfitto il politico-politico-che più-non-si-può: il Presidente della rossa Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

 

C’è chi dice che sia stato determinante l’appoggio dell’ex Ministro Dario Franceschini…

C’é chi dice che si siano recati a votare in massa quelli del M5S…

Fatto sta che un PD salvato, solo estetico (“finalmente una giovane”), abbia preso il posto della burocrazia di Partito.

È il nuovo, mah.

 

Del resto in perfetta linea con gli istinti bipolari: ché -di là- hanno santificato nell’altare Giorgia Meloni.

Ci sia permesso di dubitare, da liberali, sul prodotto finale che queste due signore riusciranno a conseguire sulla via delle liberalizzazioni.

Lo diciamo perché per smontare -come fosse un Meccano- questo Stato mangiasoldi è compito assai difficile, una impresa terribile.

Non parliamo poi della forza rimontarlo in senso più efficiente.

Perché ci si dovrà scontrare con il vero, Quarto, potere di questa Repubblica: la ferrea Burocrazia ministeriale.

 

Quella che deve mettere i “Visto” su ogni iniziativa legislativa prima che il Parlamento la vari.

Quella che, ammesso che le Aule riescano ad approvarla, dovrà vidimare la norma per farla promulgare dal PdR.

Quella, ancora, che dovrà dicettare con Corte dei Conti e Magistratura nel caso di insorgenza di controversie.

 

Siamo veramente certi che queste due giovani donne siano veramente attrezzate per rimodellare la spesa di uno Stato che fa acqua da tutte le parti?

Con un Quarto potere che va con il pilota automatico?

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