BENVENUTI AL NORD: IL PROGETTO “POLIS” DI POSTE ITALIANE

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Magari fosse il film citato nel titolo.

Invece è la realtà che si va profilando.

Il progetto “POLIS” di Poste Italiane comincia già a muovere i primi passi.

 

Saranno 40 gli uffici postali ubicati in piccoli Comuni (meno di 15.000 abitanti) che sono già pronti a partire aprendo tutta una serie di nuovi sportelli unici: dove poter ottenere tutta una serie di documenti certificati, dalla carta di identità al bancomat.

 

Secondo le intenzioni dovrebbero arrivare forme di accorpamento per ben 6.993 uffici, per circa 16.000.000 di abitanti, entro il 2026.

 

A questo punto la domanda è d’obbligo:

“e per tutti quegli anziani, magari invalidi e non formati alla cultura informatica, che riempiono i bar delle nostre piazze che si farà?”

 

Si potenzieranno per loro dei servizi a domicilio?

 

Un secondo quesito è susseguente al primo: “e i piccoli uffici postali posti nella piazzetta di minuscoli Paesi o frazioni, magari in cima alle montagne, che si farà?”

 

Perché non tutte sono persone autosufficienti o dotate di cultura e di supporti informatici per potersi districare.

Anzi.

 

Se Poste Italiane aveva un senso sociale e civico esso era proprio quello di avere un … “andamento lento”: perché fare del servizio pubblico, in Italia, significa tener conto di troppe particolarità.

Geografiche, morfologiche, culturali, di accessibilità, di formazione, di assistenza etc. etc.

 

Chè non sempre sono funzionali a roboanti progetti: perché questo è il senso di fare un servizio pubblico.

Questa incombenza è propria di uno Stato sovrano.

 

Invece il/la premier Meloni si è limitata a leggere il suo ….”compitino” scritto: “Questo è un progetto che insegna: il messaggio che si manda è che noi vogliamo unire l’Italia”.

 

Sarà

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