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In tutti i Paesi che sono meno gossippari dell’Italia (mettiamola così, va) si intercetta ma non si pubblica -in genere-, sui giornali, …”il resto”.

In più, da un punto di vista comportamentale, l’accusa è una questione reputata “cosa seria” e non sospetto e basta, ancorché vidimato da un giudice terzo.

 

La riforma delle intercettazioni dovrebbe avere almeno questi due punti cardinali di riferimento.

 

In Italia invece pare sia diventata una sorta di tiroasegno da luna-park: con le teste vere invece dei barattoli.

 

E le scuse per le persone ingiustamente coinvolte?

E gli eventuali danni risarciti a chi viene inopportunamente messo in piazza?

E le sanzioni irrogate ai Magistrati che hanno… “sputtanato” l’immagine del terzo?

 

Nulla in genere: zero sottozero.

 

Dall’altro lato della medaglia …

 

È inequivocabile che il “mafioso A” non chiami direttamente il “mafioso B” per dirgli: “quello lì va fatto fuori oggi in piazza, meglio se alle 13.30 ché c’è la pausa-pranzo”.

Oppure che il “politico A” telefoni al “politico B” per concordare come far vincere quel concorso pubblico a “mio nipote, invece che a quel genio informatico che ha piú punti da titoli”.

 

È assai più probabile che “X” abbia i capelli più scuri di “Y” e che “Z” debba fargli una … sfumatura piú alta, ma non troppo per non destare sospetti.

 

Ecco perché X, Y e Z sono intercettati al mattino, pomeriggio, sera e persino -qualche volta, ma sono straordinari da pagarsi di più- di notte e all’alba, posto che negli atti è stata raccolta una denuncia circostanziata.

 

Ma se i giornali (naturalmente a inchiesta chiusa, ma non è detto) si mettono a …. rovistare nei cassonetti delle immondizie per trovare quei fogli dattiloscritti (rimettiamola così), non triturati da incauti PM, ecco che qualcosa non va.

 

È peggio ancora se i contenuti di quelle intercettazioni vengono pubblicati a nove colonne sui giornali o sulle riviste gossippare.

 

Chi ripaga X, Y e Z per il danno d’immagine ricevuto (anche perché al telefono ci si sente più liberi di cazzeggiare)?

 

Per dirla tutta in termini giurisprudenziali sovranisti: “che c’azzécca” ?

 

Ecco il ginepraio che dovrebbe sciogliere l’ottimo Carlo Nordio.

Sotto il tiro incrociato delle opposizioni.

 

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