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Il governo Meloni si propone di tagliare ben 700 Istituti scolastici in un biennio.

Per avere “autonomia giuridica”, infatti, la soglia verrà innalzata a 900 studenti.

 

Sarà così avviata una grande opera di accorpamento che produrrà la riduzione per centinaia di Istituti e …metterà tanti alunni e studenti “per strada: cioè sui mezzi (pubblici e privati) per raggiungere un’altra sede.

 

La Campania è al primo posto per quanto riguarda la fusione degli Istituti scolastici: un territorio collinare e montuoso (com’è la Calabria, ad esempio) che mal si presta a movimenti di trasporto in sicurezza.

Ecco le questioni vere su cui ragionare.

 

I tagli di personale previsti saranno attorno alle 500 unità, che accompagneranno la riduzione di almeno 320 sedi scolastiche.

 

Il più alto numero di fusioni sarà concentrato al Sud (70% del totale) a causa del combinato disposto dato dal calo della natalità con il maggiore contenimento della spesa pubblica.

 

Ad esempio: la fusione di un Istituto scolastico da 400 studenti, con un altro plesso secondario ridurrà il personale non solo docente ma pure i bidelli. Perché?

 

Prima della fusione una scuola secondaria

-supponiamo- aveva, con 800 studenti, 7 collaboratori scolastici.

Dopo la fusione il plesso unico avrà -con 1200 studenti che… “sporcano” di più e creano problemi di assistenza maggiori- 14 bidelli invece di 19.

 

Questa è la realtà: l’Italia ha bisogno di una cura maggiore rispetto a quella che hanno altre nazioni, meno…”complicate” dal punto di vista logistico.

 

Giorgia Meloni, spiegati bene in Europa, chè ancora stentano a capirci.

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