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L’ipotesi di una ampia ondata di condoni e di dilazioni di pagamenti, se per la seconda parte è in qualche modo digeribile stanti le precarie condizioni in cui versano famiglie e imprese a causa dei rincari energetici, per quanto attiene l’espressione iniziale già solleva -giustamente- delle vibranti proteste.

Perché fare dei condoni il punto caratterizzante la prima manovra di bilancio del governo Meloni non è proprio un bel vedere.

 

“Questo governo ha cuore solo la sorte dei grandi evasori”, tuona Giuseppe Conte, che trova una insospettata sintonia con il PD: “é la solita destra che strizza l’occhio a quella parte del paese che non rispetta le regole”.

Condoni covid, condoni tasse etc.etc danno il pieno senso della demolizione dello Stato di diritto.

 

Ché non viene condotta con la certosina ricerca degli spazi da ritagliare risparmiando milioni e milioni e orientando il nostro Paese verso una economia più liberale e meno statalizzata (come vorrebbe la UE), ma spendendo sempre di più senza efficientementi di sorta.

 

Utilizzando, sul versante delle entrate, i risparmi e gli efficientementi portati avanti da Mario Draghi prima e dal PNRR poi.

 

Pensate al capolavoro in corso d’opera: dietrofront sulla questione Alitalia (ora ITA, ndr) che ha già previsto un accreditamento di ben 400 milioni da soci pubblici e avrà, nel Bilancio 2023, stanziati altri 250 milioni.

Per dire…

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