ROME, ITALY - OCTOBER 31: Italian Prime Minister Mario Draghi attends the Italian presidency press conference on the second day of the Rome G20 Summit, on October 31, 2021 in Rome, Italy. The G20 (or Group of Twenty) is an intergovernmental forum comprising 19 countries plus the European Union. It was founded in 1999 in response to several world economic crises. Italy currently holds the Presidency of the G20 and this year's summit will focus on three broad, interconnected pillars of action: People, Planet, Prosperity. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)

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Smantellare dalle radici uno Stato pesante, illiberale e quasi comunista, è stato uno degli obiettivi che la UE ha posto a Mario Draghi.

 

Che, soprattutto per superare questo ostacolo (oltre alla crisi economica, sociale ed energetica senza precedenti) varò un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di tutto rispetto.

Grazie al quale possiamo ancora andare avanti: un po’ a debito un po’ a fondo perduto.

Ebbene, tra le centinaia di obbiettivi intermedi da raggiungere, quello della liberazione dai lacci e lacciuoli delle nostre intraprese economiche (e che fanno della nostra economia un regime quasi comunista) ne era uno dei principali.

E non parliamo solamente di reti pubbliche (acqua, elettricità, fognature e servizi vari) che Stato, Regioni ed Enti Locali hanno come “dote patrimoniale”, ma anche dei più …”minuti” (tipo servizio-taxi o quelli che originano dai cd.”tributi locali minori”) che i “locali” posseggono con testardaggine.

Perché?

Perché sono fonte o di inconfessati clientelismi, o di abusi di potere, ovvero di ….”sistemazioni parentali”, amichevoli, o addirittura fonte di non precisati “abusi”, che poi sarà la Magistratura certificare.

Noi siamo sempre più in alto sul podio dei vincitori di queste contese.

 

Ecco, proprio per mantenere queste ombre grigie, per non smantellare questo sistema semifeudale Movimento 5 Stelle; LegaSalvini; Forza Italia di Berlusconi; Fratelli d’Italia di Meloni e Costituzione/ Ambiente/Lavoro non hanno dato (anche nascondendosi fuori dall’Aula, ndr) l’ultimo voto di fiducia a Mario Draghi.

Che, ad evidenza, con i soli voti PD, ITALIA VIVA, GRUPPO DELLE AUTONOMIE e parte del Gruppo Misto, non se l’è proprio sentita di andare avanti. Come dargli torto?

 

Fatto sta che ora si stanno, tutti, stracciando le vesti per abbattere questo sistema illiberale di regole e intrecci di potere con cui andiamo avanti.

Per cui a Gualtieri, Sindaco di Roma, per poter decidere sul termovalorizzatore (come si farà a fine settimana, ndr) hanno dovuto attribuire dei superpoteri per decreto che neppure Mazinga possiede…

 

No: questo Paese per diventare un po’ più libero ha bisogno di riforme istituzionali vere.

Quelle che l’EU ha già fatto sottoscrivere a Mario Draghi e che l’avallo di Sergio Mattarella ha marmorizzato.

 

Verdi liberali italiani andrà in quella direzione.

Non si può tornare indietro.

 

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