EUROPA: DO UT DES

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Era l’epoca gialloverde (all’inizio di questa travagliata Legislatura) e l’Europa, che aveva ben stimato la voragine del nostro debito pubblico -rapportando quest’ultimo alla classe politica che ci governava- espresse il timore che il nostro Paese fosse diventato un “fattore di instabilità” per il continente tutto.

 

Ricordate questo passaggio e pure rammentate le richieste di sostegni che noi elemosinavamo un giorno sì e l’altro pure?

 

È l’attuale Legislatura, dopotutto, con gli elettori italiani che hanno eletto un Parlamento -il presente- pieno di…”nani”, posto che le ballerine erano già state ampiamente mostrate nei decenni passati.

 

Ma, per fortuna o abilità, il nostro Presidente Mattarella è pure riuscito nel miracolo di arruolare un alto e prestigioso…pensionato BCE, il Prof. Mario Draghi, che si è messo di buzzo buono a riordinare il tutto.

 

Salvandoci da morte sicura.

 

Egli è riuscito pure nella ardua impresa di rastrellare per noi la porzione più consistente di aiuti che proprio l’Eu -con il PNRR- stava elargendo ai Paesi che riteneva capaci di mantenere la propria parola d’onore.

 

Piú cose farai e più ti finanzieremo, pareva dicesse la CE.

 

E noi di cose da fare ne abbiamo ancora tante…

 

Tutto a posto dunque? No.

 

Perché pur godendo certo di maggiori e propizie condizioni di credibilità e di affidabilità (sempre con questo Parlamento vivente), l’Europa sempre continuerà a guardarci con una lente di ingrandimento.

 

Così, sebbene siano state posticipate di un anno (causa guerra Ucraina, ndr), le scadenze degli impegni da rispettare, ciò non ci dovrebbe far illudere che l’opera di attento monitoraggio sia conclusa. Anzi.

 

Resterà ancora molto da fare per quanto concerne i valori di base della nostra potenza economica.

 

A cominciare dalla esatta e precisa ponderazione del nostro valore immobiliare.

 

Conoscerlo tutto per poi affrontare correttamente la grande riforma fiscale che ci attende significa -in primis- avere la consapevolezza di tutti i valori in gioco.

 

Senza lasciare spazio a evasioni o elusioni di sorta.

 

Sapere tutto per poi -in via eventuale- pagare il giusto (meno ove tutto interamente emerga, ndr) a noi pare la via maestra da seguire.

 

Ecco perché non siamo affatto spaventati dalla emersione di valori catastali nascosti o calcolati in modo imperfetto.

 

Del resto SuperMario l’ha detto: “non è più il tempo di togliere”.

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