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L’intesa sempre più forte tra Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen sposta più decisamente verso lo schema italiano quella alleanza che gli elettori potrebbero scegliere nella scheda alle prossime elezioni europee.

Contrapposta all’asse PSE-VERDI.
L’attuale alleanza -che sostiene Ursula-, di fatto, era una sorta di “compromesso storico” e univa insieme due assi politici che domani saranno del tutto alternativi: quello PPE-ECR e quello PSE-VERDI.
Una situazione di sostanziale stallo aveva portato l’attuale Presidente CE a non impostare delle politiche chiare, di fatto indebolendo l’immagine di quella che è una vera potenza (EU) da qualunque parte la si guardi: economica, valutaria, militare e pure finanziaria.
Perseguendo una sorta di compromesso tra la politica monetaria e una forte azione politica ambientalista.
Di fatto improduttiva, quest’ultima, in un mondo in cui l’uso smodato delle riserve di ossigeno da parte della Cina, Usa, Urss e Medio Oriente, di fatto finisce per liberare CO² a più non posso.
Così le ferme impostazioni ambientali della Commissione Europea erano state solo… una goccia nel deserto.
Anche per questo motivo la gente aveva finito per identificare l’Europa con l’unico risultato concreto portato a casa: l’€uro.
Dividendosi tra …”pro-€” e “no-€”: quando altre sono ancora le problematiche da affrontare.
Ad esempio: l’asse nascente tra PPE e ECR punterà principalmente sul concetto di edificare una comune politica di *DIFESA, mentre l’asse PSE-Verdi avrà sul ferreo rafforzamento dei vincoli *AMBIENTALI il cuore del proprio programma.
Almeno così tutto potrà essere più chiaro e la gente non voterà al buio.
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