Putin è sconfitto, faccia un passo indietro

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Gli eventi storici difficilmente si riescono ad analizzare correttamente nel mentre essi avvengono.

Personalmente il 26 Febbraio, oltre a pensare che l’azione di Putin fosse criminale, ero sbalordito dalla rapidità con cui l’armata rossa aveva sostanzialmente conquistato tutte le postazioni e molto preoccupato dagli effetti sulla popolazione ucraina di una guerra dentro le città. In quei giorni ritenevo che la guerra fosse già vinta da parte dei russi, che le sanzioni non avrebbero avuto alcun effetto nel breve-medio periodo (dato che Putin avrebbe gioco forza continuato a vendere ingenti quantità di commodities a prezzi oltretutto moltiplicati) e che pertanto fosse giusto chiudere un rapido armistizio per salvare le vite e le città degli ucraini. Ero fortemente in errore.

 

Ma non in relazione al desiderio di pace e di salvezza del popolo dalla devastazione, anzi rivendico tutto, non sulla stima dell’effetto delle sanzioni, ma nel ritenere che la russia avrebbe vinto la guerra.

 

La guerra per Putin è già persa. Ha sbagliato credendo – dicono anche perché circondato da una classe dirigente di “yes men” – di vincere rapidamente e sbaglia oggi se ritiene di poter conquistare territori e così negoziare da una posizione di forza.

 

Sul campo militare Putin si è infilato nella stessa trappola dei suoi predecessori in Afghanistan, una guerra casa per casa contro un esercito motivatissimo e oggi molto ben armato, una guerra che Mariupol dimostra come non riuscirà davvero a vincere.

Sul campo umano e mediatico Putin ha già perso il 24 febbraio, il giorno zero della guerra, e ogni giorno che passa subisce una nuova sconfitta perché né l’esercito né i civili ucraini demordono e pertanto ogni metro di nuova conquista può essere ottenuto solo compiendo un nuovo massacro e un nuovo orrore.

Sul campo economico l’effetto delle sanzioni arriverà, lento ma inarrestabile come la marea sulle coste dell’oceano.

Sul campo negoziale infine è annichilito. Perchè si trova di fronte la eader politici, in particolare Zelensky e Biden, che non intendono accordarsi fino a quando la russia non sarà o economicamente in ginocchio o umiliata sul campo (leggasi ritiro delle truppe). Non importa quanto tempo ci vorrà.

E poiché, come dice Macron, la pace si fa dialogando con entrambe le parti, non è mai parsa così lontana una soluzione pacifica.

 

Putin è sconfitto su ogni piano, dovrebbe accettarlo e dovrebbe sfruttare quel minimo di potere negoziale e di rapporti con l’Europa che ancora possiede per fermare subito la sua offensiva in cambio del ripristino dei rapporti commerciali. Insomma accettare la sconfitta militare e accettare una dignitosa soluzione politica. Temo difficilmente lo farà. Spero che qualche leader in Europa, o il segretario dell’Onu, possano avere abbastanza moral suasion per fermare questa pazzia. Anche perchè nessuno davvero può sapere quale mossa disperata sia in grado di compiere Putin messo all’angolo.

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